Come contrastare il gioco d’azzardo patologico

L’uso dei vecchi proverbi, forse, può sembrare, ai più, obsoleto… ma non è, di fatto, così. L’adagio “Chi fa da sè… fa per tre” si può tranquillamente adattare al mondo del gioco d’azzardo pubblico in quanto, piano piano, ogni Regione della nostra Bella Penisola prende iniziative “personali-regionali” nei confronti del gioco d’azzardo patologico in attesa che il nostro Esecutivo faccia seguito con i fatti alle “innumerevoli parole ed ai proclami eclatanti” che via via si sono succeduti in questo settore: l’unica cosa che si è vista mettere subito in atto…riguarda gli ulteriori prelievi fiscali mentre per quanto concerne la tanto declamata “riorganizzazione e ristrutturazione” del mondo-gioco… indubbiamente la sua realizzazione latita in modo totale. Ma tant’è!

Ragion per cui ecco la Regione Abruzzo che, in attesa di un “elenco dei locali no slot” e dello sgravio fiscale per gli stessi esercizi, annuncia la promozione di iniziative per il recupero sociale dei soggetti colpiti dal disagio della ludopatia in collaborazione con le aziende sanitarie locali ed i Comuni per favorire sia l’informazione a livello capillare ed incentivando “l’educazione al gioco” ed alle sue conseguenze. Ed ecco anche la Regione Piemonte che si impegna a predisporre in tempi rapidi un disegno di legge regionale che preveda disposizioni finalizzate alla prevenzione ed al contrasto di forme di dipendenza da gioco d’azzardo lecito, nonché al recupero delle persone “disagiate” e supporto alle relative famiglie. Altre due Regioni, quindi, sul “campo di battaglia” per la tutela dei territori… in attesa che l’Esecutivo “faccia il suo”… ma quando?