Come contrastare il gioco d’azzardo patologico

L’uso dei vecchi proverbi, forse, può sembrare, ai più, obsoleto… ma non è, di fatto, così. L’adagio “Chi fa da sè… fa per tre” si può tranquillamente adattare al mondo del gioco d’azzardo pubblico in quanto, piano piano, ogni Regione della nostra Bella Penisola prende iniziative “personali-regionali” nei confronti del gioco d’azzardo patologico in attesa che il nostro Esecutivo faccia seguito con i fatti alle “innumerevoli parole ed ai proclami eclatanti” che via via si sono succeduti in questo settore: l’unica cosa che si è vista mettere subito in atto…riguarda gli ulteriori prelievi fiscali mentre per quanto concerne la tanto declamata “riorganizzazione e ristrutturazione” del mondo-gioco… indubbiamente la sua realizzazione latita in modo totale. Ma tant’è!

Ragion per cui ecco la Regione Abruzzo che, in attesa di un “elenco dei locali no slot” e dello sgravio fiscale per gli stessi esercizi, annuncia la promozione di iniziative per il recupero sociale dei soggetti colpiti dal disagio della ludopatia in collaborazione con le aziende sanitarie locali ed i Comuni per favorire sia l’informazione a livello capillare ed incentivando “l’educazione al gioco” ed alle sue conseguenze. Ed ecco anche la Regione Piemonte che si impegna a predisporre in tempi rapidi un disegno di legge regionale che preveda disposizioni finalizzate alla prevenzione ed al contrasto di forme di dipendenza da gioco d’azzardo lecito, nonché al recupero delle persone “disagiate” e supporto alle relative famiglie. Altre due Regioni, quindi, sul “campo di battaglia” per la tutela dei territori… in attesa che l’Esecutivo “faccia il suo”… ma quando?

Tutta da rifare sul gioco d’azzardo

Che nel mondo del gioco d’azzardo regni confusione…. ormai è normale! Legge di Stabilità, Delega Fiscale, sanatoria per i Ctd, tanta carne al fuoco e, di conseguenza, anche tanta confusione sia di adempimenti e di normative che di comprensione. É così vero quello che si sta scrivendo che forse anche il Governo è “caduto in crisi” ed ha capito di aver portato un grande scompiglio nell’intero settore ed ha proposto uno slittamento del termine di versamento della prima tranche del “famoso prelievo dei 500 milioni di euro”: sarà una proroga importante che si “accavallerà”, però, con le norme previste nella delega fiscale e dall’ormai fatidico art.14 che diventerà realtà dopo il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio prossimo.

Le difficoltà nel seguire la legge da parte del mondo-gioco indubbiamente ci sono e non sono poche, sopratutto rinegoziare contratti in essere proponendo una riduzione degli aggi quando con l’attuazione della Legge Delega forse vi saranno notevolissimi cambiamenti per ciò che riguarda “i numeri” degli apparecchi da intrattenimento in circolazione!! Tutto in alto mare compresa la riforma generale del comparto dei giochi che potrebbe significare ridefinire i contratti ed i bilanci in virtù dei “famosi 500 milioni” quando un domani gli operatori-esercenti potrebbero non esserci più. Il dubbio appare più che legittimo visto che le aziende che gravitano nel mondo del gioco d’azzardo sono state abituate dallo Stato ad una forma di variabilità generale… ed anche di più. Quindi si palesano decisioni e scelte urgenti ma sarà veramente “tutto sbagliato.. tutto da rifare”?

Difficile sottrarsi al gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo è ormai entrato a fare parte della vita quotidiana di tante, tantissime persone: cominciamo dal “Gratta&Vinci” sino a terminare al “gioco pesante” che è sempre più diffuso anche tramite Internet. La varietà dei giochi è immensa, sopratutto quella online che sta soppiantando il gioco terrestre e costituisce una sorta di “bombardamento psicologico” al quale è difficile sottrarsi. Internet, Tv, social tanti mezzi che trasmettono immagini sul gioco d’azzardo e ne fanno vedere solo i lati “accattivanti”: la responsabilità del gioco… latita e non viene né insegnata né vengono preparati i giocatori, sopratutto i giovani ed i giovanissimi, ad affrontare un eventuale disagio conseguente al gioco d’azzardo patologico. L’online oltretutto rende ancora di più “facile” il gioco e ne fa percepire “meno” la negatività: il non dover uscire per andare a giocare permette di mettersi al riparo da eventuali critiche e ad un confronto diretto con altri giocatori e, sopratutto, la mancanza del contatto tangibile con il danaro diminuisce sensibilmente la percezione della realtà e di quello che si “rischia”.

Ecco perchè gli operatori del gioco vogliono e desiderano che il Governo sia al loro fianco per una regolamentazione ed una responsabilizzazione che metta al riparo da sgradevoli conseguenze gli utilizzatori del mondo-gioco, ma faccia riaffiorare nelle menti degli utenti il concetto gioco = divertimento. Questa semplice equazione è stata dimenticata… il gioco pubblico è nato per far divertire e non certo per diventare un problema: lo Stato lo ha “spinto”, lo Stato deve…rimetterlo in carreggiata… o no?

Una riforma per il gioco d’azzardo

Il Governo ha perso i suoi territori “chiave” per il gioco pubblico come la Liguria e come il Veneto: anche in Puglia, dove il gioco è tema di grande attualità, non ci sono prospettive di facile soluzione. L’unica certezza è che la riforma del gioco pubblico è urgente e non può più essere rimandata pena la scomparsa dell’offerta del gioco legale in alcune Regioni. Questo, ai detrattori del gioco d’azzardo, potrebbe significare “vittoria” mentre sarebbe una mera “sconfitta” poiché il gioco d’azzardo rimarrà… ma in maniera illegale ed i territori saranno ancora più disagiati dall’usura e dalla criminalità e, quindi, fuori controllo.

I benpensanti continuano ad intestardirsi contro il mondo del gioco pubblico e si rifiutano di rendersi conto che continuando a “battagliarlo” ed a volerlo eliminare dal territorio si otterrà l’effetto contrario: un territorio con risultati ancora più dannosi rispetto a quelli attribuibili al gioco pubblico lecito. Si sbandiera da più parti che in Lombardia la fine del gioco lecito avverrà a partire dal 2017, in Trentino il processo “di demolizione ed annientamento” avverrà ancora prima ed in altri territori si è certi e sicuri che il mondo-gioco verrà “debellato” ed “eliminato”, quindi, dalla vita quotidiana di tanti “cittadini-giocatori”. Se il Governo, veramente, vuole e desidera un equilibrio e, almeno per una volta vuole tutelare quel gioco pubblico che è “anche figlio suo”, dovrà darsi parecchio da fare ed anche in fretta poiché l’estate si avvicina e… farà di conseguenza “parecchio caldo”, forse più del solito e non solo per il clima.